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Norvegia, la svolta eco

31 marzo 2017

 

La Norvegia fa la svolta ed entra nella storia. Con una quota complessiva superiore al 50%, le immatricolazioni di auto elettriche e ibride plug-in superano per la prima volta quelle delle vetture a motore termico. Il risultato, raggiunto a gennaio, mentre segna il sorpasso del nuovo che avanza e del “vecchio” che arranca, conferma, nella graduatoria mondiale per vendite di auto eco, la posizione del Paese scandinavo: secondo solo alla Cina, che continua a puntare sull’e-mobility con l’obiettivo di ridurre il livello d’inquinamento che attanaglia le sue metropoli.

Incentivi e privilegi green. A favorire e alimentare l’incremento del parco auto verde norvegese, che tocca il mezzo milione di veicoli, è stata l’introduzione di solidi incentivi economici mirati alla protezione ambientale: niente tasse di acquisto né di esercizio, esenzione pedaggi su strade a pagamento e traghetti, parcheggi comunali gratuiti, accesso a corsie preferenziali. Tutto questo non solo ha portato il costo di un’auto elettrica in linea con quello di un modello convenzionale, ma ha reso anche più vantaggioso circolare con vetture a propulsione alternativa piuttosto che con quelle tradizionali.

Politiche e investimenti a impatto zero. A questo si aggiunge la continua installazione di colonnine di ricarica – saranno 10 per ogni auto elettrica o elettrificata entro il 2020 – e l’annuncio di mettere al bando la vendita di nuove vetture benzina o diesel dal 2025. Una politica, quella norvegese, forse estrema, di sicuro, però, efficace, visto che sta portando all’abbattimento delle emissioni medie di CO2 per le auto di nuova immatricolazione, fino al livello di 85 g/km.